Profili estremi

Gerbera
Gerbera – Photo Francesco Giannotti

MUCC

Gerbera

Another story about anorexia

Poche settimane fa ho conosciuto una blogger, non ricordo bene, ma credo che sia stata lei a passare nel mio blog. Lo deduco dal fatto che io sono un po’ asociale e molto pigro, difficilmente vado a cercare blog nuovi.

La blogger si chiama Veronica Carozzi il suo blog è Joy Hope Rule.

Il suo è un blog particolare. Finora è l’unico di quel genere che ho visto. Mi ha colpito per due motivi: il primo è che tratta un argomento che mi è molto familiare, avendo una persona molto vicina che ha avuto gli stessi problemi, il secondo è la disinvoltura con la quale ne scrive e di come si mette in gioco lei e il suo corpo. La persona di cui parlavo prima invece è l’esatto contrario. Non mi ha permesso neanche di pubblicare una sua foto di spalle.

Veronica credo che scatti tutte le sue foto da sola (non mi ha ancora confermato se è così, ma credo che lo sia). Le foto potrebbero apparire molto crude in alcuni casi, soprattutto se non si è abituati ad avere familiarità con un certo tipo di corporeità. Io trovo le sue foto molto espressive. Tenendo conto che si tratta di autoritratti (non selfie che sono tutti uguali e spesso inespressivi.

Un paio di giorni fa mi sono imbattuto in un video  pubblicato sul suo blog e sono rimasto molto colpito positivamente. Il video che la vede protagonista lo ha realizzato tutto da sola. Stavolta me lo ha confermato. Io non sono un esperto di video, come non lo sono di musica, ma quando una cosa riesce a piacermi, creda che abbia un certo valore. Scusate la modestia.

Le ho chiesto se potevo pubblicarlo sul mio blog ed eccolo qui. Il titolo del post originale è GHOST.
Nel frattempo mi ha segnalato anche una versione su youtube che è un po’ più lungo e con una musica diversa. Io li pubblico entambi. Buona visione.

GHOST di Veronica Carozzi

Another story about anorexia di Veronica Carozzi

“Lupi nel parmigiano”

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“Ora che sono un  un autore di: Lamine Sovrapposte posso  pubblicare i miei articoli”. Come novità dovrei presentarmi  ma penso che entrare nel vivo di lamine stratificate   sia un buon modo  per spezzare ogni aspettativa e testare immediatamente la sorpresa e la reciprocità di nuove frequentazioni e letture. Tanto ci scopriremo pian piano come uno spizzicato alle carte, carta dopo carta, strato dopo strato,  aggregandoci.

Quanto al surreale” Lupi nel Parmigiano”, non è una ricetta misteriosa, non è cibo alterato, mistificato,  nè latte di lupa- sono romana primo indizio. Nessuna scoperta dei Nas, si tratta di invasioni selvatiche, di lupi avvistati con sempre maggiore frequenza in prossimità delle aree urbane di Parma (nel parmense ) che cercano cibo  al pari dei flussi migratori umani – se ne parlava in radio stamattina.

Lupi e caprioli a Parma (nel parmigiano), cinghiali sulla Cassia a Roma assieme a storNi, gabbiani, cornacchie e topi; corvi, piccioni, minilepri e persino mufloni dalla bassa padana alle prealpi, gabbiani a Genova e Volpi ai cassonetti.

Alla radice di questo progressivo” inselvaticamento” delle città (e delle aree eagricole) ci sarebbe la disponibilità di cibo scartato e rifuti open air che per gli animali appaiono come una mensa a cielo aperto, un  ristorante diffuso e di prima classe.

Perchè vuoi mettere la fatica animale di cacciare?

E le  invasioni biologiche silenziose? Su tutte il gambero della Louisiana, antagonista dei gamberi autoctoni, la cui diffusione deriva dallo smantellamento degli allevamenti  perchè scoperto tossico e la zanzara tigre Aedes che, purtroppo  per noi, non sembra antagonista della europea zanzara Culex, ma si è aggiunta nella convivenza.

Non mancano nemmeno le invasioni vegetali aliene e programmate:  il riscaldamento globale facilita la radicazione di specie esotiche e  insediamenti stabili di palme giapponesi, di aree boschive caducifogli che diventano sempreverdi.

Fortuna qualche ecomuseo dedica ad alcune specie vegetali rare dei veri e propri percorsi naturalistici come le orchidee, selvatiche. Mica credevamo che fossero esotiche?

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 1.800 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 30 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Siamo tutti fosforescenti

delego.in.phosphorescent
delego.in.phosphorescent

Poco fa girando per i blog di WordPress, mi sono accorto che alcuni collegamenti sono fosforescenti verde o rosso. Mi ricordano Homer Simpson quando era contaminato. Colgo l’occasione per fare un omaggio.

Aggiornamento: i link in questo momento, 23/09/2015 sera, sono tornati normali. Sarà stato un esperimento di WordPress, una tempesta magnetica o una mia allucinazione?

Faccio cose, vedo gente. Per caso fai il networker?

Ero su Linkedin a cercare dei contatti, per vedere se ci sono opportunità di lavoro. Non ci credo molto, ma sono comunque dei contatti ai quali proporsi. Come dicevo cercavo e ho visto la foto di una bella donna in costume da bagno. La dicitura sotto il nome è “me stessa – Networker”. Nella mia ignoranza, mi sono chiesto in cosa consistesse il lavoro di networker. Ho cercato informazioni e mi sono imbattuto nel blog di un networker: https://andreamorgantenetworker.wordpress.com.
Lo so che faccio pubblicità anche se non voglio, ma bisogna citare la fonte. Nel blog viene data la seguente definizione del networker:

Sono arrivato al quinto articolo, in cui ho sempre parlato del mio lavoro di networker;
Ma vi siete mai chiesti cosa vuol dire fare il networker?
Il networker è un libero professionista, una persona che lavora come chiunque altro.
Fondamentalmente un networker è un venditore, ma al contrario rispetto a chiunque altro venditore,non vende prodotti e servizi: il networker vende se stesso.
Questo abile professionista vende la propria credibilità.
Gioisce quando una persona ripone fiducia in lui.
Questo accade perché è consapevole di aver fatto bene il proprio lavoro.
Nel concreto cos’è che fa un networker?
Chi svolge questo lavoro crea una rete.
Una rete Internet? Una rete commerciale? Niente affatto.
Chi svolge un lavoro come il mio crea una rete umana.
Il networker crea una rete di consumatori di beni e servizi di qualunque genere.
Naturalmente il lavoro di networker è strettamente correlato al network marketing.
Ma chi fai il networker sa che il suo lavoro non si ferma qui.Dopo aver creato la rete di consumatori deve creare allo stesso tempo una rete di altri networker.
Se vuole che il suo lavoro abbia un buon fine,dopo averli creati deve avviarli alla carriera in rete,e formarli a sua immagine e somiglianza.
Deve creare dei cloni di se stesso, impostare la propria rete secondo i suoi canoni lavorativi, ed accertarsi che i suoi cloni lavorino nella perfetta maniera in cui lui i addestrati.
E questo è quello che faccio io: io sono networker!!!

(Ci sono alcuni errori nel testo, ma io lo riporto così com’è).

Leggendo questo post mi è venuto subito in mente una scena del film di Nanni Moretti “Ecce Bombo:

Non chiedetemi il perchè.