L’angolo della poesia

Angolo poesia - Francesco Giannotti

Da un po’ di tempo mi capita di fare dei post basati su un’immagine fotografica o di grafica digitale realizzate da me. Spesso accompagno le immagini con parole in versi. L’ispirazione, mi viene quasi sempre osservando la foto. Non riesco a spiegarmi il meccanismo secondo il quale avviene questo o forse non voglio spiegarmelo.
Fin qui niente di strano.
La cosa che mi ha meravigliato è che alcune persone considerano questi componimenti, poesia.
Io non ne sono tanto convinto.
Per avere un’idea più chiara, ho deciso di fare un elenco dei post nei quali sono presenti tali componimenti con il relativo link (dove è possibile osservare anche l’immagine), inoltre pubblico di seguito tutti i componimenti per una lettura immediata.

La morte nel cuore

Volo libero

Io respiro

Meraviglioso viaggio (reloaded)

Filastrocca di fine anno

La mia strada è la musica

Sognando ponti

Nella casa di Dante

Bagliori nella notte

Sguardo domato

Regina della lotta (biologica)

Immenso blu

Il gioco della vita

L’attesa

Va’ dove ti porta il ciuco

Amore narcisista

Unione d’intenti

Tuffo vitale

Pestar non duole

I colori dell’ombra

Veduta turbolenta

Melodie della mente (reloaded)

Amore inavvicinabile (reloaded)


Amore inavvicinabile (1999)

Dapprima impalpabile
poi in progressiva crescita,
un flusso turbolento,
l’illimitata gamma
di fluttuanti sensazioni,
insieme a sé trascina
e dagli argini del fiume
travolgendomi straripa.
Nell’invana attesa
che la tua figura
appaia per porre fine
all’infinito indugio
del promesso incontro.
Il ritardo pur paziente,
stanco di assorbire il tempo,
è, anch’esso, andato via,
mentr’io solitario aspetto.
E perduto nel desiderio d’incontrarti
a nuovo scompiglio m’espongo.


Melodie della mente
In cammino tra ebano e avorio
Sguardo di gatto nero
tra carezze di tulle bianchi.
Alternate melodie.
Danzano ballerine
tra sommesse vestiture
e saltanti danzatrici.
Melodie della mente.


Veduta turbolenta
D’estate la calma apparente,
prelude a insidiosi rilassamenti.
A galla riporta, l’improvvisa tempesta,
tormenti irrisolti insediatisi in testa.


I colori dell’ombra
Piazza sul porto,
sole splendente,
colori roventi,
infradito e bagnanti.
Nella quiete assordante
di granita il conforto.


Pestar non duole
Basilico profumato
piantato per il pesto.
Nessuno te l’ha chiesto
eppure l’hai mangiato.

Accortomi ben presto
del tuo brucar molesto,
la pianta ho sollevato
del piede e t’ho pestato.

Crudele è stato il gesto.
Per esser sollevato,
le trofie con il pesto
condite io ho mangiato.


Unione d’intenti
Gridare, piangere, guardarsi in silenzio,
odiarsi creando un crescendo violento,
tirarsi gli oggetti, i piatti, le tazze.
Di colpo, ti sfiora la gamba un frammento.
Mandare in frantumi il vecchio servizio.
Gioire scoprendo un comune intento,
distruggere insieme il dono di Ignazio.
L’amor vacillante per risentimento,
con l’intendimento torna all’inizio.


Va’ dove ti porta il ciuco
Mai un lamento col padrone
e sgobbare a colpi di bastone.
Dicono che spesso è dura la mia testa?
Talvolta ho inscenata una forma di protesta.
Vorrei vedere loro a obbedire a tutto,
pur avendo il fisico distrutto.

É giunta quasi al culmine ormai la depressione.
La mia compagna dice: «il padrone c’ha ragione.
Sei tu il più fedele dei mezzi di traporto.»
Assorto in un dilemma, non posso darle torto.
Le macchine son belle e vengon rottamate,
ma la mia fedeltà le sconta le mazzate?

Io son fedele è vero, ma onesto non mi pare,
dar sfogo alla sua rabbia per farmi lavorare.
Per mantener la fama di asino testone,
talvolta io gli sferro un calcio nei calzoni.


L’attesa
Caldo asfissiante,
tedio profondo,
quiete zelante
e nell’attesa, io affondo.


Tutto scorre
Tutto scorre.
Persone irriverenti,
gettate dalla torre,
ricordi ricorrenti,
pensieri nella mente,
come barche sulla corrente.


Il gioco della vita
Vita percorsa
gioventù amata, allora odiata.
Vita di corsa
trame amorose, passione celata.

Quando la vita é a fine corsa,
ultima mano della partita,
non è sicuro che sia finita.
Giocala tutta ancor non è persa.


Immenso blu
Deriva solitaria
retando l’inquieto oceano in quiete.
Distacco dalla terra
inseguendo sentimenti aviti.
Restare soli
fluendo dalla solitudine.
Immenso blu,
mare di inquietudine.


Regina della lotta (biologica)
Nelle rosse elitre
punti neri intrisi
celanti fragili ali,
per voli improvvisi,
retrattili e vitali.

Il savio contadino lodando il beneficio
che con la tua venuta ti rendi arrecatrice
omaggia la tua fama, donandoti conviti,
di verdi acerbi esseri gran divoratrice
che linfa vegetale assorbono impuniti.


Sguardo domato
L’errar per questi luoghi tumultuante
fulmineo in flemmatico è mutante.
L’indole mia selvatica e mai doma
in presenza tua rasenta quasi il coma.
Nelle tue stanze placida ti bei
alla finestra saldo gli occhi miei
in posa fissa resto fino all’alba
finchè l’animo tuo non si aggarba.


Bagliori nella notte
Bagliori funesti rischiarano la notte.
Gioia illusoria trafitta da raffiche d’odio
di fanatici deflagranti che solcano deserti di valori.
Uomini avversi e avverse fedi.
Tu petrolio armi le genti
e l’armi spargono morti.
Urla dissonanti di esperti dilaganti
giudizi incompetenti e politici brancolanti.
Denaro conciliante tra guerre prosperanti.


Nella casa di Dante
Angolo oscuro
da finestra celato.
Chiarore filtrante
da candida anta.
Anima cupa
agogna spiraglio.


Sognando ponti

Sponde miranti,
corpi migranti
sognano ponti.
Tra odio e paura
si ergon le mura.


La mia strada è la musica
Un, due, tre passi
dò un colpo alla grancassa
un, due, tre strumenti
uno e due piatti battenti.

Un, due, tre passanti
uno ride e due imprecanti.
Tre, due, un passante
le monete non son tante.

Una, due, tre osterie
sogno un piatto di pasta
non racconto fesserie
la moneta non mi basta.


Filastrocca di fine anno

Con l’inganno a Capodanno
annunceranno la condanna
a una donna di Losanna.
Sullo scanno di un capanno
in un panno e poco sonno
i cincinni nella spanna
subsanna la madonna.
Per il danno non si danna
e tracanna salamanna.


Meraviglioso viaggio (1999)

«Non sei lucano» mi dici
«la mia terra non puoi capire.»
Le tue parole ascolto
e della terra tua sento i suoni.
Capelli e bocca ti guardo
e della terra tua trovo i colori.
Esploro i tuoi lineamenti
e della terra tua scopro le forme.
Attraverso i tuoi occhi,
ciò che non ho mai visto
della tua terra, vedo.
Pur se Lucania il tuo nome non è,
sei un meraviglioso viaggio.


Io respiro

Giacente tra le gambe
serpeggio il mio respiro
che l’erto monte irsuto
lambente il corpo tuo lo invade.
Sussurra la foresta lasciva
e al soave ricetto attira.


Volo libero

Libero il tuo volo tagliava il cielo
e in esso mi impersonavo
libero il suo riflesso segnava il mare
cercando il cibo da pescare
libera la sua ombra macchia i tetti
delle città in cui sei confinato
sorvoli coacervi nauseabondi
cercando cibo rifiutato
profugo del mare
ingannato da facile nutrimento
estirpato dal tuo ambiente
voli agognando la dignità perduta.


La morte nel cuore

Cause celate da fasci di buio.
Tessuti trafitti da colpi di punta.
Squarci svelati da fitte improvvise.
Nel cuore si espande la morte.

Annunci

Replica a questo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...