Dopopranzo amazzonico

Oggi, appena finito di pranzare, ho dato un’occhiata dalla finestra prima di uscire.

Di fronte casa mia ci sono alcuni alberi, nelle aiuole di fronte al sagrato della chiesa. Tre di essi sono dei Bagolari (detti anche alberi degli uccelli, perché i loro frutti simili alle ciliege sono graditi a molti uccelli.

Uno dei tre è adiacente alla strada e a meno di dieci metri dal mio balcone, ogni tanto, quando capita, gli rivolgo uno sguardo. Quasi sulla cima c’è un nido di gazze ladre, una coppia molto simpatica che spesso volteggiano tra i rami e controllano il territorio. Ho assistito a molte battaglie con le cornacchie. In genere, però, oltre ai merli e ai piccioni, altri uccelli non se ne vedevano. In queste ultime settimane, oltre a una mini invasione di storni sul larice vicino, pochi giorni fa c’erano quattro tortore che si rifocillavano tranquillamente sui rami bassi. Ho pensato: “le gazze sono andate via o hanno abbassato la guardia? Boh?”

Tornando a oggi, mentre guardavo, tra le poche foglie gialle rimaste, ho visto una cosa verde, con una coda lunga, ferma tra i rami, poi ho visto che si arrampicava lentamente. “Non sarà mica un’iguana?”, ho pensato, ma subito dopo ho cominciato a distinguerlo, era un pappagallo (più tardi mi sono informato, dovrebbe essere un parrocchetto monaco).

La mia sorpresa è stata grandissima. In un primo momento ho pensato che fosse scappato, da una ragazza che abita lì vicino, la quale aveva un pappagallo e a volte lo portava anche in giro sulla spalla: che idiozia. Sapevo che in Italia ci sono molte colonie di pappagalli allo stato libero che vivono indisturbati, a volte le ho viste all’Orto Botanico di Napoli, ma non avrei mai pensato di trovarli sotto casa mia.

Ho preso subito la macchina fotografica, ma avevo solo cinque minuti prima di uscire. Ho fatto un piccolo video e delle foto, ma solo una è venuta appena decente.

Ecco il video e una foto:

Photo: Francesco Giannotti
Photo: Francesco Giannotti
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Pubblicato da

delegointe

Architetto in modo non continuativo

8 pensieri riguardo “Dopopranzo amazzonico”

      1. Guarda, lo so bene: io vivo a Torino, in pieno centro storico, dove ho un terrazzo non enorme, ma sufficientemente pieno di piante, i cui frutti (selvatici, s’intende) sono contesi da merli, passeri non identificati, e persino da un corvo che si annuncia al mattino col suo sgradevolissimo versaccio. La rissa, poi si complica quando escono di casa i gatti della mia vicina, ma questo avviene soprattutto d’estate. Le città ormai stanno accogliendo molti animali spazzini, che si nutrono dei troppi rifiuti urbani.
        Sul terrazzo non li ho mai visti, ma sul Po , che è a poche centinaia di metri da casa mia, ormai si vedono gabbiani, ibis, germani reali, di tutto… I barriti no, non li ho mai sentiti, però mi piacerebbe!

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        1. Gli ibis sono anche a Torino? Pensavo fossero solo nelle risaie del vercellese. Gli ibis sono africani, erano stati importati in Sicilia, ma sono arrivati fino al nord. Dove abitavo prima c’era gente (direi gentaglia) che aveva tigri e leoni.
          A giugno sono stato a Torino a saperlo potevo fare un barrito, magari ti affacciavi. 🙂 Ti ho anche pensata, ma non sapevo come contattarti.

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          1. A giugno, forse, non mi avresti trovata, perché mi sono fatta un po’ di giorni di mare, ospite di amici. scusa se torno a chiedertelo qui, ma sono curiosa di conoscere che cosa, di ciò che ho scritto di Revenant, tu non hai proprio visto!

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    1. Purtroppo sono quegli animali importati e poi lasciati libere che potrebbero avere anche un impatto negativo sull’ecosistema. Come le Nutrie, le tartarughe americane, gli scoiattoli grigi, i vari parassiti eccetera. Comunque sono simpatici.

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    1. È il secondo commento oggi che parla di barrito. I pesci tropicali arrivano grazie al surriscaldamento di mari, anche se nel mediterraneo di pesci ce ne sono ben pochi. I pappagalli invece sono in tutta Europa, anche nei paesi nordici. Ci sono alcune specie che vivono sulla catena dell’Himalaya, quindi possono vivere anche nel Nord Europa.

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