Elezioni terminate, zingari scomparsi?

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Dove sono finiti tutti gli zingari che erano ogni giorno in TV, così come il loro più accanito avversario?
Torneranno, torneranno. Soprattutto ci sarà un momento in cui torneranno a essere utili e si moltiplicheranno a dismisura.
Diamo un po’ di numeri.
Secondo il Rapporto annuale dell’associazione 21 Luglio Onlus anno 2014:
I Rom e Sinti sono:
• 12 milioni in Europa di cui 6 milioni nell’Unione Europea
• Circa 180.000 in Italia, lo 0,25% della popolazione totale
• Solo il 3% è effettivamente nomade
• Il 50% ha cittadinanza italiana
• Circa 40.000 vivono nei “campi”
• Il 60% ha meno di 18 anni
• 15.000 minori apolidi/a rischio apolidia

Facciamo due conti. Su 180.000 zingari in Italia circa 90.000 sono italiani se togliamo i 15.000 apolidi, restano  75.000 cittadini stranieri.

Sempre dal rapporto dell’associazione 21 Luglio:
“Solo pochi mesi prima, il 12 giugno 2014 – a un anno esatto dall’insediamento del sindaco di Roma Ignazio Marino – l’Associazione 21 luglio, in un’aula del Campidoglio, aveva presentato il rapporto “Campi Nomadi s.p.a.”, svelando per la prima volta il fiume incontrollato di denaro pubblico (oltre 24 milioni di euro nel 2013) che, a Roma, confluisce nel “sistema campi”, all’interno del quale operano 35 enti pubblici e privati, e che per le comunità rom si traduce in violazioni dei diritti umani e nessun beneficio in termini di inclusione sociale.”

Secondo la ricerca del Censis Diario “Roma verso il Giubileo”:
“Sono poco meno di 9.000 i rom che vivono a Roma, molti dei quali con cittadinanza italiana, di cui quasi la metà in contesti informali come i campi abusivi e non attrezzati. Sebbene Roma assorba più della metà dei rom del Lazio, che è la regione che ne conta di più in Italia, rappresentano lo 0,3% della popolazione residente: una incidenza molto più bassa di quella che si riscontra in Paesi come la Grecia (2%), la Spagna (1,8%) o la Francia (0,6%). I rom sono destinatari di politiche pubbliche che impiegano il 90% delle risorse assegnate per riprodurre strutture e remunerare personale, e poche risorse residue per promuovere attivamente la fuoriuscita dalla marginalità. I rom sono inchiodati a una cattiva reputazione sociale come effetto combinato di stereotipi razzisti e contiguità con la microcriminalità. Da sempre in pole position come capro espiatorio dei mali di Roma, solo la non facile miscela di regole certe, rigore contro ogni forma di illegalità e rispetto delle scelte di vita ne faranno un’altra componente positiva della convivenza pluralista nella capitale.”

I rom che vivono nei campi abusivi dovrebbero essere meno di 4.500.

Tornando a fare un po’ di conti, secondo il sito di Casa&clima il costo di costruzione medio per l’housing sociale è di circa 1110 €/mq. Un appartamento di 50 mq (che rispetto a una baracca o a una roulotte è una reggia) verrebbe a costare 55.500 €. Con 24 milioni di euro se ne potrebbero costruire 430 circa. Questo solo con i soldi del 2013. Invece quei soldi sono andati in fumo oltre che nelle tasche di qualcuno. Senza risolvere il problema.

Agli Italiani che dicono: “prima gli Italiani”, vorrei dire: “prendetevela prima con i ladri”.

Parno

Graszt

Szep lany
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Pubblicato da

delegointe

Architetto in modo non continuativo

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