Voce dint ’o scuro

Voce dint ’o scuroVoce nel buio (traduzione)
M’ncammino senza luce
seguenno ‘o nomme tuje
scritto dint‘o scuro.
Penzaruso tengo mente,
uocchie chine ‘e speranza,
ma nun se legge niente.
‘N mente a mme te veco
comme si stisse ancora cu mico.
Da ogni pizzo arriva
sta voce toja
ca primma chiamma
e po’ me schiva.
Te cerco dint‘a nuttata,
addò sarraje annascosa?
Truvarte è ‘na surata
a fronte è tutta ‘nfosa.
Arreta mo m’avota
e songo l’urdemo,
annanzo a me nisciuno
e me ritrovo primmo.
«Sarrà nu suonno» me dico.
Arap l’uocchie
e dint’ o liett sto sul’je.
‘E mise ormai songo otto
ca tu nun stai cchiu ‘ccà
ma nun pass ‘na notte
senza sentì ‘e chiammà.
M’incammino senza luce
seguendo il nome tuo
scritto nel buio.
Pensieroso guardo,
occhi pieni di speranza,
ma non si legge niente.
In mente mia ti vedo
Come se fossi ancora con me.
Da ogni parte arriva
questa voce tua
Che prima chiama
e poi mi schiva.
Ti cerco nella notte,
dove sarai nascosta?
Trovarti è una sudata
la fronte è tutta bagnata.
Dietro adesso mi volto
e sono l’ultimo.
davanti a me nessuno
e mi ritrovo primo.
«Sarà un sogno» mi dico.
Apro gli occhi
e nel letto ci sono solo io.
I mesi ormai sono otto
che tu non sei più qui
ma non passa una notte
senza sentire chiamare.

Francesco Gannotti 2022

#poesia #poesiaitaliana #poesiacontemporanea #poesianapoletana #voce #buio #napoletano #napoli #naples @francesco.poetry
Ai sensi della legge 22 Aprile 1941, 633, e relative modifiche
Copyright © dell’autore Francesco Giannotti

Estetica pandemica

Occhi fulminanti risaltati da zigomi ossuti
sorvegliano dall’orizzonte di tessuto non tessuto.
Sguardo penetrante
dettaglio totalizzante
polarizza sentimenti.
Pausa nicotina.
Al calar della mascherina
prendon forma le sembianze
aizzando brame di rimostranze.
Fuorviando cognizioni estimative
la difesa antivirale
crea illusioni percettive
come effetto collaterale.

Ai sensi della legge 22 Aprile 1941, 633, e relative modifiche
Copyright © dell’autore
Francesco Giannotti

IG: @francesco.poetry

Stesa

Premio speciale – Sezione C – poesia dialettale a tema obbligato – Concorso letterario “Uniti per la legalità “

StesaStesa (traduzione)
Figli signate da’ morte
che primma d’a criscenza
l’aspetta for’a porta.
Crisciut senz’ammore,
c’o core sott ‘e piere,
pane, viulenza e cocaina,
angeli d’o male,
pe’ scelle ‘nu motorino.
Botte ‘e pistola sparate ‘n cielo,
‘n cerca e n’appiglio,
a uso ‘e rampin ‘n cap’a fune,
p’ascì d’a sta lotamma
comme tanti scarrafune.
Quanno ce si crisciuto
‘a lota è na cundanna.
Nun ne sarrisse asciuto
manco pe’ cummanno.
Mai scarrafone dint ‘o nettato
delizia v’ha truvato.
Guagliune sule e senza dimane
se raunane: mmorra ‘e cane ‘e presa,
nun pe’ famm ma pe’ sfreggio,
mozzecan prede senza difesa.
Figli accidene figli.
Stu fele nun è curaggio.
‘Nu surzo è ‘nfamità,
vigliaccaria chello c’avanza.
Ferma sta malatia,
si ‘o ver vuò esser’omm.
È l’urdema speranza,
guardate dint’o core
si sient ‘e l’avè ancora.
Figli segnati dalla morte
che prima della pubertà
li attende fuori dalla porta.
Allevati senza amore,
col cuore sotto i piedi,
pane violenza e cocaina,
angeli del male,
al posto delle ali uno scooter.
Colpi di pistola sparati nel cielo,
in cerca di un appiglio,
a mo’ di rampino legato a una fune,
per uscire da questo liquame/fango
come tanti scarafaggi.
Quando ci sei cresciuto dentro
il fango è una condanna.
Non ne saresti uscito
neanche se te l’avessero ordinato.
Mai uno scarafaggio nel pulito
vi ha trovato delizia.
Ragazzi soli e senza un domani
si radunano, un branco di mastini,
non per fame ma per sfregio,
mordono prede indifese.
Figli uciidono figli.
Questo fiele (da ingoiare) non è coraggio.
Un sorso è di infamia,
di vigliaccheria il resto.
Ferma questa malattia,
se davvero vuoi essere uomo.
È l’ultima speranza,
guardati nel cuore
se senti di averlo ancora.

F. Giannotti (2021)

L’onda gioconda*


Un’onda furibonda e vagabonda
ben profonda e poco tonda
mi si fionda sulla sponda.
E se la schiuma linda e bionda,
come fronda mi nasconda,
quella roba orrenda e immonda?
Mentre esonda mi circonda,
ormai la landa qui si inonda.
Io mi fiondo alla locanda.
Chiamo Amanda, Guenda e Vanda
Mi risponde solo Brenda,
è sulla branda con la benda
impossibile che scenda.
È arrivata dall’Olanda
per suonare nella banda.
Chi c’è dietro a quella tenda?
È Iolanda? No è Gioconda.
Questa è quella che comanda.
Io le pongo una domanda,
prima ancor che lei risponda
longa, linda e feconda,
movimenti da anaconda,
coi suoi occhi, come sonda,
il suo fluido effonde e affonda.
Il mio corpo prima sfonda,
poi lo fonde e lo rifonda.
Perso ho la trebisonda
e in questa baraonda,
coi segnali che mi manda,
il lume mio sprofonda e sbanda.
Non si offenda la Gioconda
se la seguo come l’onda.

* È solo un piccolo gioco di parole in un momento di stasi.

Il vestito bello dell’inferno

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You bite the apple

Mock-up_Poster_vertical_mela

Se sei interessato a questo poster clicca sulle immagini.

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Graphic:  Francesco Giannotti
digital art, stampa su carta fotografica 30×45 cm.
Lucio Battisti – Perché non sei una mela

Sardine in olive oil

Poster Mockup orizzontale_sardineyellow
Graphic: Francesco Giannotti
Poster 45x30cm Stampa digitale su carta fotografica

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Cafè

Ieri ho ricevuto il messaggio da wordpress che mi faceva gli auguri per il 6° compleanno del mio blog tanti se poi si considera che è nato molto tempo prima su un’altra piattaforma, direi troppi.
In effetti è da molto tempo che non pubblico più niente. Sicuramente è per mancanza di tempo, ma anche per mancanza di stimoli. Diciamo che approfitto del compleanno per pubblicare qualcosa che avevo nel cassetto.

Poster Mockup.jpg
Cafè
Graphic: Francesco Giannotti

 

 

Zantedeschia

Calla
Testo: Francesco Giannotti
Photo: Francesco Giannotti
Musica: Her Name is Calla – The Roots Run Deep

Il mio fiore preferito… dopo i fiori di zucca, però quelli sono da mangiare fritti. Lo so che questo rovina la poesia, ma la sensualità deve coinvolgere tutti i sensi.

 

Sperequazione

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