Stesa

Premio speciale – Sezione C – poesia dialettale a tema obbligato – Concorso letterario “Uniti per la legalità “

StesaStesa (traduzione)
Figli signate da’ morte
che primma d’a criscenza
l’aspetta for’a porta.
Crisciut senz’ammore,
c’o core sott ‘e piere,
pane, viulenza e cocaina,
angeli d’o male,
pe’ scelle ‘nu motorino.
Botte ‘e pistola sparate ‘n cielo,
‘n cerca e n’appiglio,
a uso ‘e rampin ‘n cap’a fune,
p’ascì d’a sta lotamma
comme tanti scarrafune.
Quanno ce si crisciuto
‘a lota è na cundanna.
Nun ne sarrisse asciuto
manco pe’ cummanno.
Mai scarrafone dint ‘o nettato
delizia v’ha truvato.
Guagliune sule e senza dimane
se raunane: mmorra ‘e cane ‘e presa,
nun pe’ famm ma pe’ sfreggio,
mozzecan prede senza difesa.
Figli accidene figli.
Stu fele nun è curaggio.
‘Nu surzo è ‘nfamità,
vigliaccaria chello c’avanza.
Ferma sta malatia,
si ‘o ver vuò esser’omm.
È l’urdema speranza,
guardate dint’o core
si sient ‘e l’avè ancora.
Figli segnati dalla morte
che prima della pubertà
li attende fuori dalla porta.
Allevati senza amore,
col cuore sotto i piedi,
pane violenza e cocaina,
angeli del male,
al posto delle ali uno scooter.
Colpi di pistola sparati nel cielo,
in cerca di un appiglio,
a mo’ di rampino legato a una fune,
per uscire da questo liquame/fango
come tanti scarafaggi.
Quando ci sei cresciuto dentro
il fango è una condanna.
Non ne saresti uscito
neanche se te l’avessero ordinato.
Mai uno scarafaggio nel pulito
vi ha trovato delizia.
Ragazzi soli e senza un domani
si radunano, un branco di mastini,
non per fame ma per sfregio,
mordono prede indifese.
Figli uciidono figli.
Questo fiele (da ingoiare) non è coraggio.
Un sorso è di infamia,
di vigliaccheria il resto.
Ferma questa malattia,
se davvero vuoi essere uomo.
È l’ultima speranza,
guardati nel cuore
se senti di averlo ancora.

F. Giannotti (2021)

L’onda gioconda*


Un’onda furibonda e vagabonda
ben profonda e poco tonda
mi si fionda sulla sponda.
E se la schiuma linda e bionda,
come fronda mi nasconda,
quella roba orrenda e immonda?
Mentre esonda mi circonda,
ormai la landa qui si inonda.
Io mi fiondo alla locanda.
Chiamo Amanda, Guenda e Vanda
Mi risponde solo Brenda,
è sulla branda con la benda
impossibile che scenda.
È arrivata dall’Olanda
per suonare nella banda.
Chi c’è dietro a quella tenda?
È Iolanda? No è Gioconda.
Questa è quella che comanda.
Io le pongo una domanda,
prima ancor che lei risponda
longa, linda e feconda,
movimenti da anaconda,
coi suoi occhi, come sonda,
il suo fluido effonde e affonda.
Il mio corpo prima sfonda,
poi lo fonde e lo rifonda.
Perso ho la trebisonda
e in questa baraonda,
coi segnali che mi manda,
il lume mio sprofonda e sbanda.
Non si offenda la Gioconda
se la seguo come l’onda.

* È solo un piccolo gioco di parole in un momento di stasi.

Il vestito bello dell’inferno

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You bite the apple

Mock-up_Poster_vertical_mela

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organized-workspace poster apple
Graphic:  Francesco Giannotti
digital art, stampa su carta fotografica 30×45 cm.
Lucio Battisti – Perché non sei una mela

Sardine in olive oil

Poster Mockup orizzontale_sardineyellow
Graphic: Francesco Giannotti
Poster 45x30cm Stampa digitale su carta fotografica

Se sei interessato a questo poster clicca sull’immagine.

Cafè

Ieri ho ricevuto il messaggio da wordpress che mi faceva gli auguri per il 6° compleanno del mio blog tanti se poi si considera che è nato molto tempo prima su un’altra piattaforma, direi troppi.
In effetti è da molto tempo che non pubblico più niente. Sicuramente è per mancanza di tempo, ma anche per mancanza di stimoli. Diciamo che approfitto del compleanno per pubblicare qualcosa che avevo nel cassetto.

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Cafè
Graphic: Francesco Giannotti

 

 

Zantedeschia

Calla
Testo: Francesco Giannotti
Photo: Francesco Giannotti
Musica: Her Name is Calla – The Roots Run Deep

Il mio fiore preferito… dopo i fiori di zucca, però quelli sono da mangiare fritti. Lo so che questo rovina la poesia, ma la sensualità deve coinvolgere tutti i sensi.

 

Sperequazione

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Ameluva

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Stasi oscillante

Stasi oscillante
Stasi oscillante Photo: F. Giannotti

Renato

Carosone

E la barca tornò sola